La famiglia nell’era dei Millennials, precarietà, flessibilità e potenzialità

Sono una figlia, una mamma e ora anche una nonna!!   Tante trasformazioni sono avvenute nel mio nucleo familiare nel corso degli anni.

Mi sono soffermata quindi a pensare all’importanza del sistema-famiglia nella crescita personale e sociale. La famiglia è stata sempre il fulcro della vita dell’intera società, in casa s’imparavano i valori necessari per essere accettati dagli altri e per muoversi all’esterno di essa. I ruoli all’interno della famiglia erano ben definiti e differenziati, i figli sviluppavano la loro personalità assumendo i valori e gli atteggiamenti di chi stava loro vicino, senza però poter sviluppare, talvolta, la propria individualità.

A cominciare dalla mia generazione, quella del dopoguerra, ho assistito a  molti cambiamenti e sempre più veloci. Negli anni ‘50/’60, abbiamo vissuto una rinascita economica, i giovani dell’epoca oggi denominati “Babyboomer” si identificavano con il lavoro e la famiglia, la crescita professionale era relazionata al progresso in società, il  posto fisso era  una prerogativa irrinunciabile.

Tra il 1965 e il 1980, nasce la  “generazione X”, quella della rivoluzione femminista, dell’approvazione del divorzio e delle lotte di classe, periodo pieno di  contraddizioni che  si sono rivelate spesso fonte di crisi identitaria. Si è affermata la TV come mezzo predominante d’informazione e condizionamento, a seguire la radio e la carta stampata che hanno definito i costumi e la cultura di quegli anni.

E’ iniziata poi, negli anni tra il 1990 e il 2004, un’epoca di profonde trasformazioni nel campo dell’informazione,  compare  “Internet”. I ragazzi nati a ridosso di questi anni, i cosiddetti “millennials” o  “generazione Y”, sono sempre connessi e con la comparsa dei social media crescono in un epoca di iper-connettività, rappresentano una generazione tecnologica e ricca di talenti, sono specialmente loro a vivere, confrontarsi e far proprie le dinamiche di un’evoluzione del mondo digitale senza eguali. 

Crescono in modo individualistico, sviluppando, sempre egoisticamente, diverse forme per soddisfare le loro aspirazioni, sentendosi però parte di una rete sociale da cui vogliono avere feedback e riconoscimenti formali ma non amano essere rinchiusi in “recinti” definiti a priori, preferendo la massima libertà e flessibilità.

Hanno la consapevolezza della trasformazione del ruolo della famiglia (i divorzi imperversano) e dell’instabilità del lavoro, che li porterà a credere maggiormente nella possibilità di essere autonomi in termini sia familiari, che professionali.

Nel corso di pochi decenni la “famiglia” ha vissuto e continua a vivere un turbinio di rapidi cambiamenti, nel pieno di una rivoluzione digitale che si impone in  tutte le aree della vita, da quella personale, lavorativa e sociale.  

Avendo vissuto in prima persona queste trasformazioni, mi rendo conto che  il fattore flessibilità ricopre un ruolo importante per poter superare, attraverso un processo di sviluppo, i conflitti indotti dai modelli di vita moderna.  Oggi la famiglia ha smesso di essere il punto di riferimento per i giovani che però, continuano a vivere all’interno di essa anche se con un forte senso di precarietà  sia dal punto di vista lavorativo che relazionale e sociale, condizione che  spesso porta ad avere talvolta atteggiamenti negativi verso il futuro.

Tuttavia ritengo che la  famiglia moderna ci regali anche dei lati positivi: oggi non esistono più ruoli ben definiti, ognuno è capace di far bene anche il lavoro dell’altro, i figli sono liberi di adottare valori diversi da quelli dei propri genitori, rapportandosi con loro in maniera critica e provando a vivere delle esperienze forti in prima persona.

In un approccio decisamente ottimista la “famiglia millenials” dovrebbe essere quella caratterizzata dall’interdipendenza dei membri e da una forte capacità di adattamento ai cambiamenti, caratteristiche entrambe, che presuppongono una buona comunicazione ed interazione fra i suoi componenti, una organizzazione flessibile, che punti sulle potenzialità individuali e sulle opportunità che offre questo momento storico culturale.

Per concludere, se è vero che la famiglia di oggi, in questo vortice di tecnologie si trova a dover gestire questi rapidi cambiamenti talvolta a scapito delle relazioni,  mi piace pensare che riscoprire alcune vecchie e semplici forme di comunicazione, quali  un appuntamento per un buon gelato, una bella passeggiata, per guardarsi negli occhi e parlare di persona, potrebbe rappresentare  un importante ed apprezzato momento di condivisione, di felicità e di crescita!

 

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