La conversazione intelligente

 

Siamo soliti pensare che la conversazione sia un colloquio, tra due o più persone, nel corso del quale si verifica uno scambio di idee e di informazioni; ciò è vero solo in parte perché in realtà c’è molto di più.

Recenti studi nel campo delle neuroscienze hanno portato a concludere che una “conversazione” va molto più in profondità di una semplice condivisione di informazioni.

 

Judith E. Glaser nel suo libro “Conversational Intelligence: How Great Leaders Build Trust & Get Extraordinary Results”, pubblicato negli USA nel 2013, ha dimostrato che attraverso le conversazioni le persone si connettono, comunicano e guidano la crescita nel proprio cervello e nelle proprie vite.

Le conversazioni producono l’energia che permette loro di andare avanti, credere e avere fiducia negli altri così come possono allontanare quando la fiducia viene meno.

Le parole sono strumenti potenti, per questo comprendere e sviluppare le abilità che ci permettono di conversare bene, è fondamentale: le conversazioni creano forti legami tra relazioni e cultura e sono il modo in cui ci connettiamo, ci impegniamo e trasformiamo il mondo con gli altri.

 

Con queste premesse l’autrice ha dimostrato i vantaggi che scaturiscono dalle skills o abilità, che ci aiutano ad avere buone conversazioni, sia nella vita personale che lavorativa e in particolare, con un progetto del 2016 in partnership con il WBECS di Ben Croft, ha rivolto questa interessante prospettiva ai coaches.

 

Queste particolari abilità, che consentono di conversare in modo “intelligente”, permettono al tempo stesso di sviluppare la nostra intelligenza e di influenzare la neurochimica del nostro cervello: le conversazioni alimentano la produzione di ormoni e stimolano i neurotrasmettitori, modificando la chimica del cervello e del corpo costantemente e permanentemente.

Inoltre, l’utilizzo consapevole di tali skills o abilità spinge ad esprimere i pensieri e sentimenti più profondi, attraverso uno scambio produttivo che porta a rafforzare le relazioni e il successo. Permette anche di influenzare il modo in cui interpretiamo la realtà: le conversazioni impattano differenti parti del cervello in differenti modi, perché differenti parti del cervello “ascoltano” differenti cose.

 

Judith Glaser nel suo libro definisce tre livelli di conversazione e spiega come navigare all’interno di essi:

- Livello I: transazionale, come scambiarsi informazioni

- Livello II: posizionale, come lavorare con l’energia

- Livello III: transformazionale, come co-creare il futuro successo reciproco

 

Tutti e tre i livelli sono collegati e tutti e tre sono importanti. Possiamo rimanere bloccati in uno di essi e capire che la nostra conversazione sta diventando nociva e sta portando alla sfiducia, oppure svilupparsi bene in tutti e i livelli ed essere consapevoli che la nostra conversazione non solo è sana ma sta anche raggiungendo risultati trasformazionali.

 

Queste teorie hanno portato ad approfondire la così detta “chimica del cervello”: la ricerca di un gruppo di neuro-scienziati, tra cui la dott.ssa Angelica Dimoka, ha infatti dimostrato cosa accade nel cervello durante una conversazione. La fiducia si trova ha sede nella corteccia prefrontale mentre la sfiducia nell’amigdala la quale, sulla base delle esperienze precedenti, scatena una reazione la chimica del cervello. Come lo hanno scoperto? Stimolando i soggetti con domande o attività che inducevano fiducia o sfiducia ne hanno osservato le reazioni rilevando, con strumenti scientifici, le differenti aree del cervello che si illuminavano a seconda dei diversi stimoli ricevuti.

 

La qualità della conversazione quindi impatta sul nostro cervello e sulle nostre relazioni perché le parole che usiamo sono raramente neutrali e hanno la capacità di innescare reazioni emotive; le conversazioni spiacevoli rilasciano noradrenalina, adrenalina e cortisolo, mentre quelle piacevoli rilasciano ossitocina, dopamina e serotonina.

 

Nel suo libro la Glaser ha esplorato le neuroscienze attraverso le conversazioni identificandone le dinamiche, sulla base dei livelli sopra descritti, e ha dimostrato che il nostro cervello, la mente e il cuore sono attivamente coinvolti quando siamo impegnati in una conversazione.

La sua mission è portare l’utilizzo di queste abilità per conversare in modo intelligente nel business, nella vita privata, nel coaching e nell’educazione con la convinzione che essa possa guidare al successo elevando la qualità delle nostre relazioni.

 

Una lettura molto stimolante frutto di anni di studi scientifici e di esperienze maturate dall’autrice come coach per importanti aziende, all’interno delle quali ha introdotto profondi cambiamenti attraverso l’uso strategico delle skills o abilità che ci aiutano ad avere conversazioni intelligenti.

Per tali ragioni ogni coach potrà trarre beneficio dalla comprensione e sviluppo di questo lavoro.

 

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”Conversational Intelligence: How Great Leaders Build Trust & Get Extraordinary Results” di Judit E.Glaser – 2013

 

 

 

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